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I murales hanno acceso i riflettori
su Orgosolo facendo affluire sempre più visitatori italiani e stranieri
attratti dall’originalità dell’idea e per l’interesse suscitato dai temi
trattati, espressi con affreschi anche ampiamente commentati sui muri delle
abitazioni del centro storico.
I primi lavori sono del 1975, eseguiti dagli alunni della scuola media sotto la guida dell’insegnante di educazione artistica; gli studenti hanno poi proseguito quest’attività e a loro si sono nel tempo affiancati altri autori locali e “stranieri”, arrivando a creare ad oggi circa trecento murales.
I temi trattati sono principalmente politici oppure riferiti alla realtà sociale sarda del passato e del presente; i più recenti riprendono anche temi che recuperano l’antica cultura sarda e orgolese.
Come molte
altre espressioni di vita orgolese, comunicano all´osservatore una vasta
gamma di impressioni che forse è impossibile riscontrare altrove: vi si
leggono i malesseri, le speranze, i disagi e gli aneliti di una comunità che
ha vissuto, forse, il senso di esclusione e di non appartenenza ad un mondo
dai troppi volti contraddittori.
Sotto questo segno, sul finire degli anni ´60, comparvero i murales. Sin
dall´origine i bersagli dei muralisti furono i governi sopraffattori e i
fautori di ingiustizie sociali.
Il primo murale fu realizzato nel 1969, negli anni della contestazione
giovanile, dal gruppo anarchico milanese Dioniso.
Il numero dei muri tinteggiati crebbe a partire dal 1975 quando un
insegnante senese, Francesco del Casino, insieme ai suoi alunni volle
commemorare, raffigurandolo sui muri degli edifici orgolesi, il trentesimo
anniversario della Liberazione d´Italia. Circa il 90 % dei murales di
Orgosolo sono opera di Del Casino: il suo è un singolare e inconfondibile
stile pittorico.
Si cita con ironia Alfredo Niceforo, si motteggia sul presidente Leone, si
riporta il telegramma del partigiano e scrittore Emilio Lussu solidale con
le contestazioni anti-NATO, si denunciano le ingiuste reclusioni, la
condizione delle carceri, la sofferenza di detenuti e familiari, la cupa
esistenza di latitanti e briganti braccati dai carabinieri.
L´effigie di Gramsci invita alla riflessione e all´intelligenza e il volto
mite di un capo indiano denuncia i soprusi dei bianchi.
Negli anni ´80, con l´attenuarsi della tensione politica, Del Casino e gli
altri dipinsero scene di vita quotidiana: uomini a cavallo, donne con in
grembo i propri figli, pastori che tagliano il vello alle pecore e contadini
con in mano la falce.
E´ del 1994 un murale che rappresenta i conflitti della ex Jugoslavia e la
distruzione di Sarajevo: la storia locale può farsi storia mondiale.
Ad Orgosolo, da trent´anni le mura del municipio e della biblioteca,
dell´ambulatorio e dei bar prestano i loro fianchi alla creatività di
artisti che hanno affidato e affidano ai murales le immagini e le voci non
solo di una comunità, ma di un´isola intera. I murales costituiscono
un´eccezionale attrattiva e molto ancora hanno da dire a chi li osserva.
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Murales in
Orgosolo, Sardinien
Im Jahr 1968, jener politisch aufgewühlten Zeit der Studentenbewegung und des gesellschaftlichen Wandels, gastierte die anarchische Theatergruppe “Dioniso” aus Mailand in Orgosolo. Im Ortszentrum entstand ein erstes Wandbild. 1975 wurde der 30. Jahrestag des Partisanenkampfes gegen den Nazifaschismus/Tag der Freiheit gefeiert. Angeregt durch ihre Lehrer, machten die Schüler der Mittelschule aus diesem Anlass Flugblätter. Thematisiert wurden u.a. die Widerstandsbewegung im Zweiten Weltkrieg und der Vietnamkrieg, aber auch lokale Anliegen wie Kritik an der Gründung des Nationalparks Gennargentu und Freude über den Erhalt von Pratobello.
Diese Flugblätter wurden auch an den Häusern angebracht. Unterstützt von seinen Schülern, malte der aus Siena stammende Kunstlehrer Francesco Del Casino schließlich Bilder mit politischer Botschaft direkt auf die Hauswände. Knapp 20 Jahre lebte Del Casino in Orgosolo, ehe er in seine Heimat zurückkehrte. Seine Werke gehören zu den qualitätvollsten Arbeiten in Orgosolo und lassen Einflüsse von Picasso und der Kubisten erkennen. Künstler aus dem Dorf, namentlich Pasquale Buesca, haben später ebenfalls zum Pinsel gegriffen. Auch ausländische Künstler kamen nach Orgosolo, um hier Wandbilder zu schaffen. Nach dem Vorbild der murales Lateinamerikas entstanden weitere Wandbilder, inzwischen über 120 an der Zahl. In neuerer Zeit hat sich eine Gruppe jüngerer Frauen unter dem Namen Le Api („die Bienen“) zusammengefunden, die sich mit den Gesellschaftsnormen aus weiblicher Sicht befassen.
Neben politischen Themen (Krieg, Ungerechtigkeit in der
Welt, Steuerlast, Korruption) befassen sich die murales mit
sardischen Alltagsproblemen (Wasserknappheit, Waldbrand, Auswanderung,
Militärpräsenz) und lokalen Anliegen (Erhalt von Pratobello, Hirten und ihre
Weidegebiete usw.). Seit Ende der 1990er Jahre nimmt der politische Gehalt
der Wandbilder ab, während folkloristische Motive in den Vordergrund treten.
Die meisten murales finden sich entlang der Hauptstraße, dem Corso
Repubblica. Ein guter Ausgangspunkt ist die Piazza Caduti in Guerra (Platz
der Kriegsgefallenen), wo es neben dem Parkplatz eine kleine Grünanlage
gibt.
Andreas Stieglitz
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Murales ad
Orgosolo
Adhikara Art Gallery
updated
27.03.10