Brevi note biografiche di Michele Costantini
1963 nato a Milano
1980 Studi artistici a Brera
1981 Scuola Superiore di Arte Applicata del Castello Sforzesco
1983/90 Allievo del maestro giapponese Kenji Sumura
1990/95 Illustratore Free-lance per l'editoria e la pubblicità

Selezione di mostre personali
1996 Euridice Spazio di via Bobbio Milano
1997 Terre di fuoco Teatro Comuna Baires Milano
1997 Le porte dell'Universo Galleria Cortina Milano
1998 Terre di Origine Tikkun Milano
1998 L'anima non è di oggi Spazio Ikos Milano
2000 Kunst im haus Hamburg (Germania)
2001 Galleria Basse Leer (Germania)
2001 Il pomeriggio di un Fauno Casa Notari Milano
2002 Aggiustamenti di rotta Archivio Parisio Napoli
2002 Lighea Casa Notari Milano
2003 Terra in vista Galleria Maselli Pesaro
2005 Ouvertures sur les plaisir Spazio Gelso Merlino Biella

Selezione mostre collettive
2001 Chagford Art festival (Gran Bretagna)
2002 Art One Chagford (Gran Bretagna)
2004 Costantini /Chatelain Spazio del Castello (Intra)

Sue opere compaiono in collezioni private in:
Svizzera, Stati Uniti, Islanda, Norvegia, Gran Bretagna, Italia, Germania, Francia


DIALOGO SULL’EROS
Intervista a Michele Costantini

Di pianeti
e di fiori
facciamo
conoscenza,
ma quando
si tratta di noi
c’è l’etichetta
l’imbarazzo
e il terrore.
Emily Dickinson

Quando si tratta di esplorare noi stessi e il nostro senso del piacere spesso siamo bloccati. Dalla nostra educazione, dal senso del pudore, dalle pressioni di un’epoca che privilegia l’immagine e non va oltre la superficie. Di più: che ci spinge a non farlo.
Le Scatole di Eros di Michele Costantini sfidano questi blocchi facendo leva su uno stimolo vitale innato nelle persone: la curiosità. E, una volta aperte, ci offrono mille occasioni di perderci nell’esplorazione dei nostri sensi, alla libera scoperta del principio del piacere che è in ognuno di noi. E che andrebbe spesso frequentato, esercitato, vivificato, per evitare di scivolare, inconsapevoli e incoscienti, verso la morte più terribile che esista. Quella dell’anima.

Perché questo interesse per l’Eros? E che cosa intendi con questo termine?
Io credo che l’idea di Eros sia strettamente collegata a Thanatos, la morte. Oggi mi pare che stiamo vivendo in un momento di declino: si ha la percezione della fine delle cose che aleggia, di un’epoca che sta volgendo al termine. Mi ricorda un po’ quello che ho letto sulla Vienna di inizio Novecento. In quegli anni, di fronte all'insicurezza e all'incertezza che la fine dell’Impero Asburgico provocava, si è assistito a una sorta di reazione compensatoria, un turbamento erotico che agitava gli animi della società e che grandissimi artisti come Schiele e Klimt resero visibile con i loro nudi rivoluzionari.
Secondo me anche noi viviamo un turbamento simile: è lo spirito di Eros che viene fuori nelle conversazioni con gli amici, dagli sguardi che si colgono prendendo la metropolitana, bevendo il caffé al bar. Come se, di fronte all’incertezza del domani, l’uomo riscoprisse il proprio istinto vitale più profondo. Che nei momenti più impensati affiora e si rende visibile.

Quindi anche questa invasione di corpi nudi e ammiccanti nei nostri media è Eros?
Non saprei dire con sicurezza. Certamente si tratta di un Eros diverso da quello che ho cercato di esplorare. Le Scatole di Eros vogliono essere un “gioco” erotico vitale e vitalizzante: parlano alla nostra parte più intima, alla nostra sensualità più segreta che è sempre dentro di noi. Sono pensate per spingerci a esplorarla, a riattivarne le potenzialità. Divertendoci e turbandoci al tempo stesso.
Mi pare invece che questo edonismo imperante, questa ricerca costante per il corpo giovane e prestante, per il lifting e la bella figura possa essere il richiamo forte a un certo tipo di Eros in un certo senso più superficiale. Forse potrebbe essere un tentativo di esorcismo, di fuga di fronte alla paura della morte. Certamente è diverso dall’Eros delle Scatole.
Expectation Whirls me round.
Th’imaginary relish is so sweet
That it enchants my sense.
William Shakespeare, Troilus and Cressida

Come artista hai privilegiato sino ad ora la pittura. Perché adesso queste strane Scatole che un po’ ci spiazzano e un po’ ci invitano?
Avevo già indagato il tema di Eros nei miei quadri, ma in modo trasfigurato e quindi più distaccato. Un quadro non si tocca. Le scatole invece mi permettono di stimolare non solo la vista, ma tutti i sensi di chi le ha di fronte. E, cosa importantissima, di giocare.
La scatola è per me un oggetto fortemente evocativo : penso agli “scrigni” dei tesori dei bambini, piene di piccoli oggetti raccolti con amore; penso ai porta gioie delle donne… evocano in me sempre un po’ di mistero, qualcosa di segreto e di prezioso da conservare con cura. Noi veniamo al mondo uscendo da una “scatola” - il grembo materno - e in una scatola finiamo al termine della nostra vita. Un contenitore chiuso ha in se il mistero del suo contenuto e il desiderio di scoprirlo, di violarne il segreto.
Le Scatole di Eros giocano proprio su questo desiderio: alcune contengono profumi e odori, altre offrono la possibilità di ascoltare suoni, musiche o conversazioni, tutte sono da toccare, sin da quando sono ancora chiuse. Gli angoli sono stati smussati ad arte, il cuoio lavorato per renderlo morbidissimo, perché ricordasse la sensazione di sfiorare la pelle di un’altra persona …Chiunque si trovi di fronte una Scatola di Eros non può fare a meno di accarezzarla. E, subito dopo, di aprirla.

Che cosa c’è dentro?
Di tutto, ma non avrebbe senso descriverlo ora. Perché lascerebbe meno spazio a un elemento fondamentale e vitale: la curiosità.
Curiosità per qualcosa di nascosto, di non visibile. Per questo le scatole si presentano chiuse. L'atto di aprirle è la conseguenza di questo moto primario che trovo importantissimo perchè è il preludio alla costruzione della propria fantasia, del proprio immaginario. La sorpresa del resto è parte del piacere, del gioco. L’erotismo ha un lato ludico: molte Scatole giocano su questo e stimolano il divertimento, la giocosità di chi le apre. La prima reazione di fronte all’apertura è comunque un momento magico, e ho notato che ciascuno lo vive secondo il suo sentire: chi ride, chi smette di respirare, chi spalanca gli occhi per la sorpresa…
In certe scatole poi ho volutamente inserito pochi elementi affinché, di riflesso, molto affiorasse nella fantasia di chi le apriva: suggerimenti piuttosto che tutto in vista, allusioni invece di spiegazioni, misteri e dubbi...affinché ognuno sentisse la curiosità e la necessità di una risposta. E la risposta "pesca" nel profondo di ognuno, dialoga con le sue ombre, si confronta con le esperienze di quella persona. La scatola così, passa di mano, non è più mia, in un certo senso si lascia possedere.

Esistono versioni maschili e femminili delle Scatole?
No. In realtà sono molto attento a mantenere un equilibrio tra la parte maschile e femminile di ogni scatola. Quello che ho notato, dopo le prime esposizioni, è un modo diverso di porsi di fronte alle Scatole. Le donne sono molto più naturali e disinibite nell’esplorare i contenuti, si lasciano andare subito all’immaginazione e permettono alla loro parte più nascosta di affiorare senza frenarla. Alcune erano talmente coinvolte da ciò che scoprivano da essere preoccupate. Non si capacitavano che i proprietari degli oggetti, delle lettere, dei ricordi che stavano osservando curiose potessero avere rinunciato al loro possesso. La loro immaginazione aveva dato vita al contenuto della scatola, rendendolo reale. Con la sua capacità di ascolto, di se stessa e dell’altro, la donna è avvantaggiata rispetto all’uomo. Ma l’istinto al piacere appartiene a tutti gli esseri umani, senza distinzioni di genere. E i ruoli maschile e femminile sono molto cambiati negli ultimi decenni.

C’è qualcosa di autobiografico nelle Scatole? Quanto hai messo di te stesso?
Molto: alcune scatole contengono tracce di esperienze che ho vissuto in prima persona. Per questo le prime volte che le esponevo ero molto preoccupato di come sarebbero state accolte. Ci sono riferimenti precisi a oggetti erotici. O anche a parti del corpo femminile che nella morale comune sono poco percepiti come sensuali: un osso della spalla, un piede … A me pareva che rappresentassero qualche cosa di ancestrale, di assoluto che appartiene al corpo della donna e che ci eravamo dimenticati, che era andato perduto e che valeva la pena richiamare, fare riaffiorare, tornare a esplorare…

Torniamo alla prima domanda: qual è il senso della Scatole di Eros nel nostro tempo?
Le Scatole sono nate da un bisogno che io ho percepito come condiviso, non avevo alcuna idea di che effetto avrebbero avuto. E in realtà non mi ero neanche posto la questione: questo lavoro contiene un aspetto giocoso, ludico. Ho creato le prime scatole nella totale incoscienza del senso di quello che facevo: mi sono limitato a divertirmi a esplorare territori per me nuovi, fatto che di per se è un piacere erotico.
Le Scatole di Eros sono andate oltre le mie aspettative, creando un interesse e un coinvolgimento che non avevo previsto così intensi.
Un episodio basterà a spiegare quello che intendo. Durante una mostra, che si svolgeva in un locale di Lugano, è accaduto qualcosa di sorprendente. Le Scatole erano state lasciate sui tavolini del locale per qualche giorno. La gente si sedeva e, in attesa dell’ordinazione, scrutava incuriosita quello strano oggetto chiuso… prima o poi qualcuno vinceva la timidezza e lo apriva, scoprendo così tutto il mondo nascosto che conteneva.
Il fatto è che, dopo avere esplorato il contenuto della propria Scatola, si guardavano intorno e vedevano gli altri avventori che stavano facendo lo stesso con un’altra Scatola e, pur non conoscendoli affatto, proponevano uno scambio. Per farla breve, in quei pochi giorni sono nati incontri e conoscenze, forse amicizie e amori - non ci è dato saperlo - che senza le Scatole non ci sarebbero mai stati. La curiosità e la forza dell’Eros hanno vinto sull’imbarazzo e sulla paura. Avvicinando le sensibilità, risvegliando gli animi.
È la magia potente delle Scatole di Eros: non ne avevo compreso la forza, prima.


BIOGRAPHY BY
Michele Costantini
 


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Michele Costantini
vive e lavora nella
zona del Lago Maggiore
Per contatti
martincost@katamail.com
tel. 0039-3338953877
 
 
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updated 23.06.06


 Le scatole di Eros