Ti invito a una giornata di canto e meditazione del tutto particolare,
per la domenica 23 ottobre 2011
inizio alle ore 10 del mattino fino alla sera

e a partire dalle ore 16:30 continua con una rappresentazione di poesia, danza e musica
con poesie di Hafiz e Rumi, presentate da Divya Chandravali,
con "Danza del cuore" presentata da Paramjyoti,
con musica afghana presentata da Daud Khan Sadozai

 


“Vieni, chiunque tu sia, girovago, devoto o fuggiasco.
Non importa.
La nostra carovana non è una della disperazione.
La nostra carovana è una dell’infinita gioia.
Vieni, anche se hai rotto i tuoi propositi mille volte.
Vieni, ritorna ancora, vieni”!      
          Jallaluddin Rumi
Chandravali
 
Poesie di Hafiz e Rumi, presentate da Divya Chandravali.

Divya, Chandravali Doris Schang ist Übersetzerin und Lektorin spiritueller Literatur, Schwerpunkt östliche Weisheit, sowie Yogalehrerin (BDY/EU). Nach dem Studium der Germanistik, Anglistik und Indologie gründete sie einen Verlag und reiste häufig nach Indien. Die Begegnung und Unterweisung durch Shri Anandamayi Ma (1977, 1980, 1981) sind die Grundinspiration ihres Schaffens. Sie möchte dazu beitragen, initiatorische Impulse der mystischen Tradition auch heute noch auf lebendige Art und Weise zugänglich zu machen.
www.edition-maitri.de

 
Paramjyoti
 
"Danza del cuore" presentata da Paramjyoti.

Paramjyoti, Garita Carola Stieber ist diplomierte Bühnentänzerin, AHK-Amsterdam, Hauptfach Moderner Tanz. 2000 Graduation Berkely Psychic Institute, California, USA. Im Februar 2002 wurde ihr innerlich der Keim zum „Tanz des Herzens“ geschenkt. Seitdem hat sie dieses kontinuierliche Entdecken mit anderen Menschen geteilt. Sie lebt in Indien wie auch in Deutschland und folgt Einladungen auf der ganzen Welt, um Liebe und Wahrheit mit Freunden zu teilen. Das Brückenschlagen zwischen unterschiedlichen Kulturen, spirituellen Bewegungen, Menschenherzen und zwischen dem Mensch und seinem Ursprung ist ihr ein tiefes Anliegen.
http://www.devadasi.de

 
Daud Khan
 
Musica sacra afghana presentata da Daud Khan Sadozai

Daud Khan Sadozai wurde in Kabul geboren und immigrierte vor über 30 Jahren ins Rheinland. Er ist ein Meister auf den klassischen Saiteninstrumenten Robab und Sarod und einer der versiertesten und angesehensten Interpreten nordindischer und afghanischer Musik in Europa. Er war Schüler von Ustad Mohammad Umar, seit 1981 Meisterschüler des Sarod-Virtuosen Ustad Amjad Ali Khan und leitet in Köln die „Academy of Indian Music“. Er hat an den renommiertesten europäischen Musikfestivals teilgenommen, mit klassisch-westlichen Ensembles sowie in Projekten der musikalischen Avantgarde und des Jazz gespielt und wurde in Indien zweimal mit dem Ustad Hafez Ali Khan Award ausgezeichnet.
http://www.daud-khan.de

 
Dove: Presso Vincenzo Altepost,
Via Santa Liberata,
6954 Sala Capriasca, Ticino
v.altepost@bluewin.ch 
Tel: 091 943 49 74 - dall'estero 0041 91 943 49 74
Programma: Arrivo alle ore 9:30 circa.
Inizio programma alle ore 10:00 precise
con cicli di canto e meditazione comprendenti:

Canto di un mantra (fra 20 e 45 minuti circa)
Meditazione (fra 12 e 20 minuti circa)
Pausa in silenzio (fra 10 e 20 minuti circa)
Alla mattina ci saranno 2 cicli di programma
e dopo la pausa pranzo ancora 2 cicli di programma.
Canto e meditazione terminano circa alle ore 16:00

e a partire dalle ore 16:30 inizia una rappresentazione di poesia, danza e musica
con poesie di Hafiz e Rumi, presentate da Divya Chandravali,
con "Danza del cuore" presentata da Paramjyoti,
con musica afghana presentata da Daud Khan Sadozai.
http://www.goldhauch.de/start

Invito nel formato stampa
 
Per chi: Può partecipare chiunque ha piacere e interesse a fare questa esperienza,
anche principianti.
Pranzo: Spaghetti al sugo e insalata.
Costo: Un contributo libero, ma che mi è utile per coprire le spese
Posteggio: Per non intasare la piccola Via Santa Liberata,
bisogna usare il posteggio comunale.
Annunciarsi: Si può partecipare anche senza annunciarsi.
Venite e portate anche i Vostri amici interessati.
Sarà bello e intenso come sempre.
Semplici regole: 1°) Non usare il bagno durante la meditazione,
     ma soltanto durante il canto oppure durante le pause.
2°) Non entrare ed uscire durante la meditazione,
     ma soltanto durante il canto oppure durante le pause.
3°) Non soffermarsi in cucina durante la meditazione
     ma soltanto durante le pause.
4°) Rimanere in silenzio anche durante le pause
     per mantenere l’energia e il contatto con lo spazio interiore.
 


Cos'è la meditazione.

Tratto dal libro di Ken Wilber "Il coraggio e la grazia"

È possibile spiegare in vari modi cosa sia la meditazione, come agisca e funzioni. Secondo alcuni, con la meditazione è possibile innescare il meccanismo di autorilassamento. La meditazione, a detta di altri, allena la consapevolezza cosciente; è un metodo di allineamento e centramento dell'Io; ferma il pensiero verbale infinito e rilassa il corpo e lo spirito; calma il sistema nervoso centrale; riduce lo stress, dà autostima, riduce l'ansia e la depressione.
Tutto ciò corrisponde a verità ed è stato confermato clinicamente. Vorrei però sottolineare che la meditazione è ed è sempre stata di per sé una pratica spirituale. Potrebbe essere considerata cristiana, buddista, induista, taoista o musulmana, ma è in ogni caso un cammino dell'anima verso la sua profondità, dove diventa una cosa sola con il divino. "Il Regno di Dio è dentro di voi" - e la meditazione è stata fin dalle sue origini la strada maestra verso questo regno. Qualunque cosa sia in grado di fare la meditazione, essa rappresenta innanzitutto e soprattutto la ricerca del Dio interiore.
Direi che la meditazione è spirituale e non necessariamente religiosa. La spiritualità ha a che fare con l'esperienza pratica, non con meri contenuti di fede; con Dio come fondamento dell'essere, non con una figura di padre cosmico; con il risveglio al vero Sé, non con le preghiere per il piccolo io; con l'educazione alla consapevolezza, non con il solenne moralismo sulla lascivia e la fornicazione; con lo spirito che deve essere trovato in ogni cuore, non con tutto quello che viene fatto in questa e in quella chiesa.
Questo significa anche che la meditazione non deve essere annoverata a questa o a quella religione, ma è parte di una cultura universale spirituale dell'umanità - significa farsi portatori di un impegno, una consapevolezza in tutti gli aspetti della vita. Si tratta, in altre parole, di una parte di quella che viene detta philosophia perennis, la "filosofia perenne".

 

Was ist Meditation.
Aus dem Buch von Ken Wilber „Mut und Gnade“

Es lässt sich auf mancherlei Weise erklären, was Meditation ist, was sie bewirkt, wie sie funktioniert. Mit Meditation, sagen manche, lässt sich der Entspannungsreflex auslösen. Meditation, sagen andere, schult das bewusste Gewahrsein; sie ist eine Methode der Ausrichtung und Zentrierung des ich; sie hält das endlose verbale Denken an und entspannt Körper und Geist; sie beruhigt das Zentralnervensystem; sie mindert Stress, verleiht Selbstwertgefühl, verringert Angst und lindert Depressionen.

All das trifft zu und wurde klinisch bestätigt. Ich möchte aber hervorheben, dass Meditation an sich eine spirituelle Praxis ist und immer war. Sie mag christlich, buddhistisch, hinduistisch, taoistisch oder muslimisch sein - immer ist sie der Weg der Seele nach innen, wo sie schliesslich ihr Einssein mit dem Göttlichen findet. »Das Reich Gottes ist in euch« - und Meditation ist von ihren Ursprüngen an stets der Königsweg zu diesem Reich gewesen.  Was auch immer die Meditation also zu leisten vermag, sie ist zuerst und vor allem die Suche nach dem inneren Gott.

Ich würde sagen, dass Meditation spirituell, aber nicht unbedingt religiös ist. Spiritualität hat mit tatsachlicher Erfahrung zu tun, nicht mit blossen Glaubensinhalten; mit Gott als dem Grund des Seins, nicht mit einer kosmischen Vaterfigur; mit dem Erwachen zum wahren Selbst, nicht mit Gebeten für das kleine ich; mit Bewusstseinsschulung, nicht mit weihevollem Moralisieren über Unzucht und Völlerei; mit dem Geist, der in jedem Herzen zu finden ist, nicht mit irgend etwas, das in dieser oder jener Kirche getan wird. Kurzum, Meditation ist spirituell.
Das heisst auch, dass Meditation nicht dieser oder jener Religion zuzurechnen ist, sondern Bestandteil einer universalen spirituellen Kultur der Menschheit ist - ein Bemühen, Gewahrsein in alle Aspekte des Lebens zu bringen. Sie ist, anders gesagt, Teil dessen, was man philosophia perennis nennt, die »immerwährende Philosophie«.

Aus dem Buch von Ken Wilber „Mut und Gnade“
 


 





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updated 23.09.11