L’ISTRUTTORIA
di Claudio Fava con Claudio Gioè, Donatella Finocchiaro e Compagnia in scena al
Teatro Cittadella
mercoledì 24 gennaio alle 20.30
nell’ambito della stimolante rassegna “Il Mito e la Realtà” proposta dalla Stagione Teatrale di Lugano con il contributo del Percento culturale Migros e di PostFinance.
Uno splendido esempio di teatro-verità, un’efficace rappresentazione teatrale delle oscure trame e dell’arroganza della mafia. È quanto assicura lo spettacolo “L’istruttoria”
“L’istruttoria” mette in scena la storia degli atti di un processo relativo a un omicidio mafioso, precisamente quello di Giuseppe Fava, giornalista siciliano assassinato con 5 colpi di pistola dalla mafia davanti all’ingresso del Teatro Stabile di Catania il 5 gennaio 1984. La colpa? Avere denunciato le collusioni della malavita organizzata con il potere politico ed economico. Catania era la sua città che, nel racconto teatrale, diventa di volta in volta il luogo della ribellione e quello della rimozione: una città capace di celebrare i propri morti, di rispecchiarsi nella loro battaglia, ma anche di divorarne velocemente la memoria. Così è stato anche per Giuseppe Fava: 234 udienze, 260 testi ascoltati, 6000 pagine di verbali… Di quel processo oggi resta solo una sentenza di condanna ormai definitiva. Eppure, dietro i riti della giustizia c’è sempre altro. Se la celebre “Istruttoria” di Peter Weiss non è solo il canto d’orrore e di dolore per l’inferno dei lager nazisti, così questa istruttoria racconta la morte di un giornalista per narrare tutta la ferocia della mafia, l’oltraggio della sua violenza, la viltà dei complici. E soprattutto la rabbia dei sopravvissuti, tra cui prima di tutto quella del figlio Claudio, autore di questa avvincente ricostruzione in forma teatrale di quei fatti, fedelissima alla verità delle cose che in quei dibattimenti furono dette. E di quelle che furono taciute…
Lo spettacolo è l’efficace messa in scena del racconto dell’omicida, della difesa immorale dei colpevoli, delle fazioni di innocentisti e colpevolisti, che fanno riecheggiare la tragedia già consumata, ma purtroppo non ancora finita. Protagonisti dello spettacolo sono due attori che sono due volti noti del nuovo cinema italiano: Claudio Gioè (protagonista di film come “La meglio gioventù”, “Stai con me”, “e se domani”, “I cento passi”) e Donatella Finocchiaro (protagonista di film come “Viaggio segreto”, “Angela”, “Sulla mia pelle” e recentemente “Il regista di matrimoni” di Belloccio). Con loro il gruppo musicale Dounia che commenta musicalmente dal vivo le vicende con atmosfere dal caldo sapore mediterraneo. Nelle pièce le scene si succedono veloci, con i due interpreti che cambiano pelle, voce, atteggiamento, passando dalle dolenti annotazioni dei figli di Giuseppe Fava a certi ritratti di mafiosi o di imprenditori, rievocando l’immagine di quel padre steso su un carrello della “morgue”, con ai piedi i suoi calzini rossi, o la deposizione del cugino del boss, qui ricostruita come se fosse una scenetta di Martoglio, tanto amaramente grottesche appaiono le negazioni del malvivente, con una finta ingenuità che è soltanto un’ulteriore dimostrazione di arroganza. “Questo teatro serve a dar pace ai morti per ingiustizia, ma anche a capire, come recita il finale, che il tempo è appena cominciato” (la Repubblica). I biglietti per questo riuscitissimo esempio di teatro civile e di teatro-verità sono in vendita presso il Dicastero Attività Culturali di Lugano tel. 058 866 72 80.

 

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updated 15.01.07