San Lucio
Scheda elaborata dalla Scuola media di Tesserete

Il passo

Si trova sul crinale tra il Monte Gazzirola e la Cima di Fojorina e congiunge due valli: a est la Val Cavargna, in territorio italiano e a ovest la Val Colla, in Svizzera. Si pensa fosse battuto già in epoca romana, fungendo da collegamento tra il lago di Como e quello di Lugano. Sul culmine stava forse un tempio, dove i viandanti potevano fare offerte propiziatorie per il viaggio.

Il passo è situato ad un'altitudine di 1542 m. s.l.m.

Il Santo

La leggenda racconta che un giovane casaro di nome Lucio lavorava sugli alpi tra la Val Cavargna e la Val Colla. Era un ragazzo caritatevole: appena poteva regalava ai poveri qualche pezzo di formaggio. Questo faceva arrabbiare moltissimo il suo padrone che un giorno, persa la pazienza, lo scacciò; da quel momento il suo alpe andò in rovina. Lucio venne assunto da un nuovo padrone a cui portò "la benedizione di Dio": il bestiame si moltiplicò, l'alpe divenne prospera e il formaggio fu prodotto in grande quantità. Il primo padrone di Lucio, invidioso per questa situazione, lo assalì e lo trafisse con un pugnale, uccidendolo. Ecco perché san Lucio viene ricordato come martire.

Si dice anche che sul luogo dove Lucio cadde ferito a morte, scaturì un'abbondante sorgente che formò un laghetto. Le sue acque sono considerate benefiche per gli occhi e si tingono di rosso il 12 luglio di ogni anno, giorno in cui avvenne la barbara uccisione e in cui i calendari ricordano la figura di san Lucio da Cavargna. Difficile individuare con precisione il periodo nel quale visse. Si pensa però che fu tra il 1200 e il 1300. Sulle pitture, san Lucio è rappresentato mentre tiene in mano una forma di formaggio, che taglia e distribuisce ai poveri.

La chiesa

Si sa che verso il 1200, sul passo si trovava una chiesa dedicata ai martiri Narbore e Felice, che probabilmente serviva anche come luogo dove ospitare i viandanti. Già nel secolo successivo, però, si parla della chiesa di san Lucio (o Luguzone). Si può immaginare che, dopo il martirio, Lucio venne sepolto in quella chiesa che divenne così meta di venerazione e prese presto il suo nome. L'edificio sacro subì vari ampliamenti e rifacimenti nel corso dei secoli; le sue pareti sono state affrescate in varie epoche ed ancora oggi si possono ammirare alcune sacre immagini che abbelliscono le volte. Dai documenti delle visite pastorali si sa che lassù si recarono molti vescovi della diocesi di Milano. Tra questi citiamo il cardinale Federico Borromeo nell'ottobre del 1606 e, più recentemente, il cardinale Carlo Maria Martini. La chiesa è situata in territorio italiano e fa capo alla parrocchia di Cavargna.

La festa

Tradizionalmente viene celebrata il 12 luglio. A partire dall'Ottocento è però nata l'abitudine di fare una festa anche il 16 di agosto, giorno dedicato a san Rocco, patrono di Bogno (Val Colla). Già la sera precedente queste due giornate, la gente si reca sul passo e trascorre la notte sotto le tende. Il giorno seguente sono migliaia le persone che vi si ritrovano. La festa è principalmente un momento per stare assieme, mangiando, bevendo e scherzando, ma si ricordano anche disordini e liti furibonde. Nel Novecento, quando venne eretta un'enorme ramina (rete metallica) per separare il territorio svizzero da quello italiano, molte fotografie ritraggono le persone che si salutano separate da quella barriera.

Bibliografia:

  • Associazione "Amici di Cavargna": San Lucio di Cavargna. Cavargna, 2000. (726 (45) SAN)

  • Salvioni, Carlo: La gita di un glottologo in Val Colla. In: Bollettino Storico della Svizzera italiana", 1891. (DOC 908)




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SCUOLA MEDIA DI TESSERETE

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updated 05.07.16



 

 

 

 

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