Scheda elaborata dalla Scuola media di Tesserete
a cura di Maurizio Cattaneo:
 

Luigi Canonica
è sicuramente l'architetto più conosciuto di tutta la Capriasca. È nato nel 1764, come risulta dall'atto di nascita che si conserva nell'Archivio parrocchiale di Tesserete. Nella nostra pieve, sono però due le case che rivendicano di averlo visto nascere: una si trova nel nucleo di Roveredo, l'altra a Tesserete, proprio nella via che porta il nome di Luigi Canonica. Su entrambe è stata posta una lapide commemorativa.
 

Luigi Canonica svolse la sua attività soprattutto a Milano e in Lombardia, ma ha naturalmente lasciato tracce anche in Capriasca. Quella a noi più familiare è l'altare della chiesa parrocchiale di Santo Stefano a Tesserete, realizzato sulla base di suoi disegni.

Ma è soprattutto attraverso il testamento che Luigi Canonica ha voluto ricordare la terra che gli ha dato il natale. Infatti lasciò dei soldi per diverse opere. Un legato annuo di lire austriache 1500 prevedeva "l'obbligo al Sacerdote Cappellano di fare la scuola ai figli maschi di quel Comune insegnando loro a far conti, leggere, scrivere e religione". Un legato di lire 40000 aveva lo scopo di istituire "una scuola infantile e una scuola per le figlie", e ben sappiamo che Tesserete ha potuto dotarsi di uno dei primi asili di tutto il Cantone. Inoltre venne beneficiata pure la parrocchia, con un lascito annuo di lire 300 in perpetuo per pagare un organista che suonasse nelle feste di precetto.

Come detto sopra, Luigi Canonica visse soprattutto a Milano e compì gli studi all'accademia di Brera, dove fu allievo del celebre architetto Giuseppe Piermarini e viene iniziato allo stile del Neoclassicismo. Una delle caratteristiche di questo stile è il timpano, elemento triangolare della facciata sovrastante i pilastri, che si trova anche in tutte le opere del Canonica. Diventò poi un personaggio di rilievo nel suo campo, tanto da essere nominato architetto ufficiale della Repubblica Cisalpina.

Nel maggio del 1805 diresse a Milano i festeggiamenti per l'incoronazione di Napoleone Bonaparte quale re d'Italia (lo stesso Napoleone che due anni prima era stato all'origine della nascita del Canton Ticino). La cerimonia principale si svolse nel Duomo della città lombarda.

Nel 1807 si inaugurò quella che sicuramente è la sua opera più grande: l'arena di Milano. L'anfiteatro aveva forma ellittica e poteva contenere fino a 30000 spettatori. È stato pensato per giochi ginnici, corse con bighe e addirittura battaglie navali, allagando lo spazio interno con l'acqua del fossato che aggirava gli spalti. Esiste ancora ai nostri giorni, trasformato in stadio per l'atletica e il calcio; si trova nei pressi del Castello Sforzesco.

Nel 1814 lavorò all'ampliamento del palcoscenico del teatro della Scala di Milano, opera realizzata dal suo maestro Piermarini. Ebbe fama di specialista di costruzioni teatrali: gli sono attribuiti edifici o interventi in città quali Brescia, Mantova, Sondrio, Genova e Cremona.

Molte sono le costruzioni da lui realizzate in tutta la Lombardia, come per esempio l'innalzamento di Palazzo Reale a Milano (sulla piazza del Duomo), alcune ville in Brianza o la sistemazione dei giardini di Villa Reale a Monza (realizzati su una superficie di 8 chilometri quadrati, all'interno della quale è poi stato costruito l'autodromo di Monza!).

Luigi Canonica morì nel 1844. La città di Milano gli ha dedicato una via, proprio dove si trovano le sue maggiori opere: inizia infatti vicino all'Arena e prosegue fino a raggiungere corso Sempione. Altre vie a lui dedicate si trovano a Lugano e a Capriasca.

Bibliografia

Petralli, Attilio:
Cav. Luigi Canonica, Architetto nel 1° centenario della morte 1844-1944.
Lugano, Arti grafiche già Veladini & C., 1944. 32 pp. (DOC 72 CANO).

Soldini, Jean:

Alcune questioni interpretative sull'opera dell'architetto Luigi Canonica.
In: Archivio storico ticinese, pp. 329-364.

Informazioni raccolte sul web:


Villa-Menafoglio-Litta-Panza

Luigi Canonica

* Roveredo Capriasca 1764  -  † Milan 1844

Il étudie à l'Accademia di Brera où il est élève de Giuseppe Piermarini qui influence considérablement la première période de son activité. Grâce à ses voyages et à l'étude de l'architecture européenne, surtout française et autrichienne, il développera son propre style.


Villa-Menafoglio-Litta-Panza

Au cours de sa vie il accède à plusieurs fonctions publiques telles qu'architecte national puis royal, traversant quatre périodes politiques: la première et la deuxième République cisalpine, le Royaume d'Italie et la Restauration. Durant ses mandats, il élabore plusieurs projets, parmi lesquels on distingue d'importantes interventions d'urbanisme à Milan:


- les projets pour le Foro Bonaparte (1803)
- les projets pour l'Arena (1807-1827)
- les œuvres réalisées à l'occasion des fêtes du couronnement de Napoléon
- l'aménagement du Parc de la Villa Royale de Monza (1804-1810)

Parmi les œuvres mineures, on signale les projets pour l'aménagement de parcs et jardins, les transformations ou agrandissements d'édifices religieux.

Dès le retour des Autrichiens (1815), il se retire de la fonction publique et s'occupe principalement de mandats privés. Il restaure des palais et conçoit plusieurs villas. On lui attribue également la construction des théâtres de Cremona (1807-1808), de Mantoue (1817-1822) et de Sondrio (1820-1824).

Ses dessins, meubles, manuscrits, livres et papiers sont d'abord légués à son petit-neveu, Francesco Porta. Cette succession est par la suite partagée entre plusieurs familles, parmi lesquelles la famille Banchini, qui a déposé récemment les dessins et papiers en sa possession auprès de l'Archivio del Moderno.


Projet pour un athénée à Milan, vue perspective, 1818-19

Mendrisio, Archivi del Moderno, Accademia di archittetura




Luigi Canonica
Architetto
1764 -1844


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